6. Leguminose
Comune negli orti della Salandrella è la presenza delle leguminose, un’altra famiglia vegetale di largo impiego alimentare e ampiamente diffusa in molte aree interne della Basilicata. Tuttavia emerge una certa differenza, tra la Valle della Salandrella ed altri siti regionali ad essa comparabile relativamente alla composizione delle specie e alla loro relativa abbondanza. Per quanto il fagiolo sia un legume abbastanza diffuso nella zona, la sua entità e la numerosità delle varietà sono minori rispetto, ad esempio, rispetto alla Val d’Agri, probabilmente a causa del clima più arido.

Tra le varietà coltivate, alcune sono dichiaramente alloctone (il Borlotto nano), altre presentano caratteristiche tipiche delle varietà antiche (il portamento rampicante) e simili alle razze locali di altri areali regionali: come nel caso di un fagiolo Tondino bianco (del tipo Sarconi) trovato in un orto di Oliveto, della varietà Trecchiésch’ (simile a fagioli altrove chiamati Quagliandried o Marrucchedd, foto 15) e della varietà Mandéca caratterizzata da un seme bianco reniforme e di dimensione medio grande.
Meritevoli di ulteriori indagini è anche la varietà di fagiolino Corno di capra e di un altro tipo (di cui non è stato possibile recuperare il nome ma che per il suo adattamento alla siccità è stato definito anch’esso arsicolo. Molto diffusa è anche la fava, e in particolare la varietà definita Paesanella, dai semi di grande dimensione (foto 16).

Per tutti questi legumi minori è lecito ipotizzare che si tratti, nella maggioranza dei casi, di germoplasma locale, tuttavia si deve segnalare come non sia stato possibile risalire alla relativa denominazioni.